Seleziona una pagina

Scrivere per stare bene. Le fiabe possono parlare ai bambini ? Intervista a Anna Genni Miliotti

(Articolo a cura di Silvia Schiavo)

 

Salve a tutti, sono Silvia Schiavo ed ho il piacere e l’onore di scrivere nel blog di Simona perché credo molto nel suo progetto, soprattutto nello “Scrivere per stare bene”.

Sono reduce dalla vittoria di un importante concorso letterario, grazie ad un racconto dal titolo “Non poterne fare a meno”.

Secondo voi di che cosa ho parlato?

Di una passione da vivere e condividere, da coltivare nei ritagli di tempo.
E quando si riesce a farlo, il benessere che se ne trae è incalcolabile. 

Può succedere a qualsiasi età di sentire il bisogno di scrivere ed ho deciso di cominciare il mio percorso all’interno di Scrivere per stare bene, intraprendendo con voi un viaggio nelle età
della scrittura, partendo dall’infanzia.

L’idea me l’ha fornita la mia infante primogenita, Irene, 9 anni.

Poco tempo fa, senza suggerimenti o consigli, dopo l’ennesima ramanzina a causa di una litigata col fratellino, se ne scappa fuori con una soluzione tutta sua:

“Sai come faccio per non litigare più? Piuttosto che arrabbiarmi con lui, mi sfogo su uno di quei quaderni che abbiamo comprato, così mi calmo”.

Avevo le lacrime agli occhi per la commozione: “Una nativa digitale che in base al proprio istinto scrive un diario!”.

Risulta quindi possibile una cosa del genere nel 2020?

Il panorama attuale suggerirebbe il contrario: le mani dei nostri bambini imparano più rapidamente a scorrere su un display o su una tastiera, piuttosto che a tenere in mano una penna.

Chattano, video-chiamano, corrono da un’attività all’altra. Trovano il tempo e la voglia di scrivere?

Il mio bicchiere mezzo pieno mi suggerisce di sì, ma per sentir sostenute le mie speranze ho voluto chiedere ad una persona che di bambini che scrivono per stare bene se ne intende: Anna Genni Miliotti*.

(*Esperta in ambito di adozioni, ma oggi soprattutto scrittrice: con i suoi libri per l’infanzia ha vinto numerosi premi. Mette a disposizione le sue competenze in iniziative editoriali e corsi di 
formazione. Promuove e conduce laboratori nelle scuole primarie, nello specifico laboratori di “scrittura terapeutica”. Ha al suo attivo esperienze importanti con bambini che hanno vissuto situazioni
traumatiche).

Scrivere per stare bene

Scrivere per stare bene. Intervista ad Anna Genni Miliotti!

 

Salve Anna, è un piacere poter parlare con te: secondo la tua esperienza, in che modo la scrittura aiuta i bambini a stare bene?

 

Scrivere fa bene a tutti, soprattutto ai bambini. Li aiuta a crescere, a coltivare intelligenza e creatività.

La scrittura che io uso, quando si tratta di lavorare con i bambini che hanno subito traumi, si chiama “scrittura terapeutica”.

E’ una scrittura che cura le ferite, giunge al loro cuore e alla loro mente con rispetto e leggerezza, e li aiuta ad esprimere le loro emozioni, ad elaborare un trauma.

Per un bambino è difficile farsi ascoltare, e se in famiglia anche gli adulti sopportano lo stesso trauma, per esempio nel caso di un terremoto, o in quello più recente di una epidemia, talvolta per rispetto dei dolori degli adulti non ci provano nemmeno.

Poi, spesso sono gli stessi familiari a caricare i bambini anche del loro peso, impedendo loro non solo di raccontarsi, ma anche di usare le loro risorse.

I bambini sanno vivere il presente e guardare al futuro, ma senza la pesantezza del passato.

Gli adulti, durante eventi tragici come quelli vissuti all’Aquila, o a Norcia a causa del terremoto o ora in tutta Italia e nel mondo, restano legati al passato, e guardano al futuro con la sola ansia che “tutto torni come prima”.

I laboratori, le favole scritte con i bambini hanno anche un altro importante effetto: quando gli adulti le leggono, scoprono le risorse dei più piccoli, e imparano che ascoltarli è importante anche per loro: sono i bambini ad indicare la via per affrontare gli ostacoli del presente con lo sguardo fiducioso verso il futuro.

Ho lavorato con queste modalità con i bambini de L’Aquila.

Per questo ho pubblicato il libro “Chi ha visto Pasqualina ?” (Franco Angeli Editore).

I testi che troverete in questo libro sono stati scritti dai bambini delle aree colpite dal terremoto nel maggio 2009, quando ancora i ricordi e le ferite emotive erano ancora fresche e visibili.

La scrittura viaggia e, grazie al web, gira davvero il mondo. I bambini con cui lavoro, hanno la stessa luce di speranza in ogni città e regione o parte del mondo.

Chiedono solo di avere uno spazio per le loro emozioni, quelle spesso congelate dentro.

Con la mia scrittura lo trovano, e io li conduco a stare meglio, a stare bene. E loro si curano… da soli.

Scrivere per stare bene

Intervista a Anna Genni Miliotti. I bambini di oggi, nonostante quel che si dice, sanno scrivere? E quando si può parlare di predisposizione personale ?

 

Poco tempo fa su Google meet ho incontrato – in modo virtuale – i bambini di una classe IV di una scuola primaria di Campi Bisenzio (provincia di Firenze).

Uno di loro ha dichiarato di voler fare lo scrittore, da grande.
Certo ha dimostrato nel testo scritto per il finale della mia favola “Nel paese di Santa Muchina” (progetto “Scrivi una favola con me”), una predisposizione personale.

Ho anche incontrato Rosaria, in un collegamento con la Sicilia, che ha espresso la stessa volontà.

E tutti mi chiedono: ma tu, quando hai cominciato a scrivere? Quando eri bambina ti piaceva?

Io rispondo sempre che: per me era una cosa naturale, fin da piccola.

Ma è stato con il tempo che sono passata da una predisposizione, alla scrittura vera e propria.

Saper scrivere non basta.

Prima occorre leggere ma soprattutto vivere, con gli occhi bene aperti, conoscere il proprio mondo. Perché è di quello che poi bisogna scrivere.

 

Leggi QUI i benefici della scrittura!

 

Intervista a Anna Genni Miliotti. Alcuni bambini sono dei potenziali scrittori e scrittrici, la scuola è importante per sostenerli. In che modo ?

Con buone letture e aiutandoli a guardare il mondo oltre il cellulare e il mondo virtuale.

E’ di quello vero, quello che c’è fuori, che bisogna entusiasmarli.
Scrivere per me è una magia, e cerco di trasmetterla anche ai piccoli scrittori.

 

Grazie ad Anna per la sua importante testimonianza e complimenti per l’attenzione rivolta ai bambini di tutto il mondo.

Per chi volesse conoscerla meglio, potete visitare QUI il suo sito!

 

Proseguiremo il nostro viaggio alla scoperta della scrittura, nelle varie età evolutive, interrogandoci tra un mese sull’adolescenza!

Vuoi collaborare con il Blog ? Scrivimi!

 

Pin It on Pinterest

Share This