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Perché scrivere fiabe e favole nel 2020?

Post scritto da Ileana De Pasco

 

Nella nostra era digitale può sembrare assurdo dedicare del tempo a leggere e scrivere della favole e delle fiabe.

In un mondo dove tutto è estremamente razionale, questo genere letterario può sembrare obsoleto e “fuori moda”, ma, in realtà, il suo potere è immenso.

A volte si pensa che le fiabe siano dedicate esclusivamente al mondo dei bambini: ma anche in questo caso, lo stereotipo è sbagliato.

Le favole e le fiabe, nate con l’intento di educare e di far passare il tempo, hanno oggi un grande potere, molto sottovalutato: il potere dell’evasione.

In una vita frenetica segnata da mille impegni, ritagliarsi uno spazio dove far emergere la propria fantasia e immaginazione può diventare davvero un salvavita.

 

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Scrivere per stare bene. Scrivere fiabe e favole

Vi parlo della mia esperienza personale: scrivere fiabe e favole mi ha aiutato – e continua a farlo – ad evadere dalla routine quotidiana.

Quando riesco a ricavarmi il mio tempo per scrivere, che sia per me stessa o per commissione, riesco ad estraniarmi dal mondo, a volte oppressivo e pesante, ed entrare in un’altra realtà.

Quando scrivo divento leggera e posso quasi volare tra le parole che escono dalla tastiera o dalla penna.

Quando mi viene commissionato un libro fiaba dedicato ad un adulto, chi lo richiede generalmente lo fa perché vuole regalare un sogno.

Mi sento spesso dire: “vorrei regalare un’emozione” .

Il potere della favola o della fiaba nel 2020 è proprio questo: non necessariamente insegnare ed educare come nei tempi passati, ma emozionare e commuovere.

Quando invece mi viene commissionato un libro fiaba per un bambino, l’obiettivo principale è rendere il piccolo, protagonista di un’avventura che mai potrebbe vivere nella vita.

Lo scopo quindi è fargli comunque vivere una situazione surreale che possa affascinarlo emozionandolo.

Ancora una volta, l’emozione, è ciò che spinge qualcuno a chiedere di realizzare un libro fiaba.

scrivere per stare bene

Tu chiamale se vuoi…emozioni!

La scrittura quindi è strettamente correlata all’emozione.

Il racconto che più permette di emozionarsi è proprio il genere fiabesco perché, in questo contesto, tutto può accadere.

In questi anni mi è capitato di scrivere diversi tipi di fiabe:

  • le fiabe del nome, ideali soprattutto come regalo o come bomboniere per un battesimo o per i primi compleanni di un bimbo, dove il protagonista va alla ricerca delle lettere del suo nome e dove ogni lettera corrisponde ad una sua qualità o caratteristica;
  • la fiaba nella fiaba, in cui il protagonista si ritrova catapultato nella sua fiaba o favola preferita che serve unicamente da contesto, per vivere una straordinaria avventura personalizzata;
  • la fiaba di gruppo, rivolta per esempio alle classi scolastiche, dove i bimbi con le loro maestre sono tutti insieme i protagonisti di un’avventura che li porta ad unirsi ancor di più;

Quest’ultima tipologia di fiaba, è molto richiesta per esempio per le favole natalizie.

Ogni fiaba che realizzo è unica e ognuna mi trasmette qualcosa.

Scrivo con l’intenzione di far emozionare e ogni volta mi emoziono io.

Cerco sempre di lasciare un pezzetto del mio cuore nel libro che realizzo: io scrivo perché ho la necessità di comunicare e di regalare a chi legge la stessa emozione che provo io nella scrittura.

Se dovessi trovare una definizione per la parola parola, direi proprio che la parola è emozione.

Scrivere per stare bene. Scrivere per emozionarsi.

 

Hai mai pensato di regalare una fiaba a qualcuno di speciale per te ?

Ti piacerebbe imparare a scrivere per stare bene ?

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